
Gli Amish sono una comunità religiosa di stampo cristiano protestante anabattista, ovvero sono contrari al battesimo dei bambini: questo sacramento avverrà solo in età avanzata, dopo un periodo di profonda riflessione interna e di valutazione sui doveri reali che comporterebbe l’ impegno con il Signore.
Hanno origini europee, le prime comunità sorsero tra Svizzera, Belgio e Olanda, ma emigrarono negli Stati Uniti verso la fine del 1600 dove iniziarono ad essere chiamati “puritani” per via della loro forte moralità religiosa.
I primi gruppi di Amish s’imbarcarono dall’ Inghilterra insieme a William Penn, considerato padre del movimento, e compirono lo stesso viaggio dei padri pellegrini sulla Mayflower: sbarcati nel Nuovo Mondo si stabilirono prevalentemente in Pennsylvania, Iowa e Ohio dove diedero vita a pacifiche comunità rurali, integrando nel loro tessuto anche le popolazioni native di pellerossa.
La vita degli Amish è basata su forti legami famigliari e una grande identità religiosa: questi due aspetti sono fondamentali e da questi dipende l’ intero tessuto sociale della comunità.
Un gruppo sociale fatto di contadini, artigiani e allevatori di cavalli che ai valori materialistici e alla frenesia del mondo moderno preferisce la semplicità e la spensieratezza delle campagne, e poco importa se il lavoro è duro, perché la mente è sgombra e lo spirito rafforzato dalla Fede e da quel sentimento di unione che fa cerchio nella solida comunità.
Il “ritorno alle origini” che predicano nella religione si riflette anche sulla vita quotidiana e su tutti gli aspetti della loro vita: i villaggi Amish infatti non sono dotati di acqua corrente, energia elettrica e non utilizzano combustibile: rovinerebbero la semplicità della natura e del creato.
Sopperiscono ai loro bisogno utilizzando energia eolica e idrica, mentre i cavalli e i buoi forniscono la forza motrice ai numerosi buggies (carretti tipici) e agli strumenti agricoli; ma questi puritani non ripudiano del tutto la modernità: se un oggetto apporta benefici senza rovinare l’ equilibrio naturale allora è ben accetto, ad esempio l’ utilizzo del nylon al posto del cotone nella tessitura.
Ovviamente il rifiuto del superfluo si riflette anche sul modo di vestire: gli uomini indossano abiti scuri e dal taglio semplice, di tessuto resistente e privo di cerniere lampo o bottoni, portano larghi cappelli per ripararsi dal sole durante il lavoro nei campi e dopo il matrimonio si lasciano crescere la barba, proprio come chiede la Bibbia (Salmi).
Le donne vestono in maniera altrettanto modesta: camice dalle maniche lunghe prive di scollatura, gonne fino al ginocchio e grembiule, nessuna traccia di trucco o gioielli, unica particolarità una cuffietta nel quale vengono raccolti i lunghissimi capelli.
I bambini Amish vanno a scuola fino a 13 anni presso il loro villaggio, dopodiché i maschi imparano a lavorare nei campi e a fare i carpentieri, mentre le femmine imparano a cucire, cucinare e a badare alla casa o ai numerosi fratelli minori; ma a 16 anni avviene il colpo di scena culturale: il Rumspringa.
Il Rumspringa è il periodo in cui gli adolescenti si aprono al mondo esterno, sperimentando e viaggiando a piacimento: possono bere alcolici, guidare auto e interagire a pieno con le comunità non Amish.
In questa maniera renderanno più sincero e consapevole il successivo battesimo, si stima che il 90% dei giovani che prende parte al Rumspringa scelga di appartenere alla comunità Amish; a questo proposito è stato girato un interessante documentario intitolato “Amish a chi?” che segue alcuni adolescenti durante questo periodo di transizione e scoperta.
I villaggi Amish sono presenti in 24 stati americani ed in Canada, la stima è di circa 200mila unità ma il numero è in continuo aumento: le famiglie sono molto numerose, ma sono anche numerose le persone che decidono di cambiare stile di vita tralasciando i benefici apportati del consumismo in cambio di una condizione di stabilità psicologica e di riscoperta di antichi valori ormai declassati a lontano miraggio.
Queste comunità vivono a “statuto speciale”: hanno un diverso limite d’ età nell’ istruzione obbligatoria (13 contro 18), non votano, non pagano tasse e non prestano servizio militare (sono non violenti) ma civile, non effettuano nemmeno il giuramento alla bandiera simbolo dell’ estrema tradizione nazionalista americana.
Questo gruppo etnico sta suscitando notevole interesse in determinati stati, tanto che è paragonabile ad un’ attrazione turistica: questo non dispiace ai pacifici puritani, in quanto i turisti sono clienti nelle loro botteghe, ma le irrispettose abitudini dei visitatori (eccesso di fotografie, abiti non adatti,invadenza) possono offendere i principi cardine del movimento.
Nicholas Capra
Redazione Publitre (Redazione Publitre)
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